Il rapporto tra banche e imprese, con l'avvento di basilea 2, è stato vissuto come esclusiva individuazione dei parametri in grado di valutare le imprese meritevoli da quelle non idonee ad ottenere l'assistenza da parte degli istituti di credito.
L'idea di costruire algoritmi in grado di ponderare la richiosità dei portafogli clienti e delle operazioni finanziarie si è scontrata su tre aspetti critici:
- la gestione del transitorio;
- la crisi mondiale;
- il fattore culturale.
Il cambiamento dei criteri di valutazione ha esposto molte imprese ad improvvisi restringimenti della loro capacità di accesso al credito, indebolendo posizioni economiche e finanziarie che, contemporaneamente stavano subendo le ricadute della crisi mondiale. A questi elementi, una ulteriore ricaduta è stata quella relativa alla incapacità di imprenditori e management di gestire un fattore nuovo e strutturale.
Basilea 2 imponeva precisi criteri che comportavano una maggiore selettività nella composizione dei portafogli impieghi delle banche. Criteri che, in questi primi 2 anni di applicazione sono diventati sempre più restrittivi ed hanno trovato un sistema imprenditoriale deteriorato da cali degli ordini, allungamento dei tempi di pagamento dei crediti (soprattutto quelli dello Stato), una imposizione elevatissima.
La conseguenza è evidente. Se il sistema bancario si ritira dalle PMI, il livello di rischiosità del tessuto imprenditoriale tende ad aumentare.
Il principale errore di Basilea 2, almeno in questa prima edizione, sta sicuramente nel ricercare un univoco criterio di valutazione oggettivo del rischio di impresa e nel non considerare che il sostegno dell'economia è fondamentale per mantenere basso il profilo di rischio. Nella sostanza Basilea 2 valuta il rischio di default, ma nella realtà il comportamento degli istituti di credito lo influenza.
Nonostante le indicazioni del governo e i numerosi strumenti finalizzati a mantenere gli stessi livelli di accesso al credito (vedi Fondi di Garanzia e la Moratoria Bancaria) il sistema finanziario teme ancora quello delle imprese. Mantenendo comunque elevata la selettività delle imprese nelle quali intendono intervenire.
L'effetto è, in molti casi sconcertante. Chi sta perdendo finanza, anche a causa di bilanci che espongono perdite, si sta finanziando su fornitori e, cosa ancora più grave, sull'erario. Chi è in crescita non risce a trovare un supporto allo sviluppo.
Il 2010, sotto questo profilo sarà ancora più difficile. In molti casi, le imprese esporranno in bilancio riduzioni consistenti di fatturato e perdite che comporteranno una erosione del livello di patrimonializzazione.
Un ulteriore elemento che preoccupa è quello relativo alla reale visione dell'algoritmo di calcolo di Basilea 2, da elemento oggettivo a strumento degli istituti per realizzare le proprie politiche sul credito ( le policy sul credito, gli orientamenti sulle autonomie in merito alle classi di rating).
Se l'elemento di una economia sana è quello della vicinanza sinergica tra mondo della produzione e mondo delle imprese, Basilea 2 è riuscita ad allontanare i due sistemi.


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