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Gli stati uniti e lo scandalo swift
Tecnica
Mercoledì 28 Novembre 2007 15:32
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La Casa Bianca ha costretto il consorzio Swift (il consorzio interbancario che gestisce le transazioni elettroniche) a dare l’accesso ai dati in suo possesso alle numerose agenzie americane che si occupano di sicurezza. Dal giugno del 2006 ad oggi, ben pochi hanno dato visibilità a questa notizia, eppure il tema è ampiamente dibattuto in Europa presso varie istituzioni in relazione a quanto prevede la normativa europea in tema di protezione dei dati. Anche le interviste al Garante sono state “normalizzate”, mentre si faceva uno scandalo del fatto che le compagnie aeree dovessero fornire i dati dei loro clienti alle agenzie USA, il dibattito sullo spionaggio delle transazioni bancarie da parte statunitense non c’è proprio stato nel nostro paese. In Svizzera si è gridato alla morte del segreto bancario, in Belgio si è aperta un’inchiesta poi chiusa nel nulla, nel resto d’Europa si sono levate feroci proteste. Gli americani non hanno rinunciato a spiare quei dati e l’Europa si è dovuta adeguare.

La lettera ai correntisti è una clamorosa dichiarazione dell’impotenza europea; vi si legge che poiché “allo stato, le banche non potrebbero effettuare le suddette operazioni richieste dalla clientela senza utilizzare questa rete interbancaria e senza comunicare ad essa i dati sopra indicati…” il cliente deve sapere che i dati delle sue transazioni finiscono dritti sui computer delle autorità americane. Non meno pietosa l’Europa, la quale il 28 giugno 2007 ha rilasciato una nota di stampa dal titolo: “Gli USA si adeguano alle norme UE di protezione dei dati personali ricevuti da Swift”. La nota porta la firma di Frattini nella sua veste di commissario responsabile del portafoglio Giustizia, libertà e sicurezza: 'L'Unione europea dispone ora della garanzia che il Tesoro americano elaborerà i dati ricevuti dal server mirror di *Swift* negli Stati Uniti compatibilmente con i principi UE di protezione dei dati.” b) Il Tesoro USA si impegna ad analizzare le informazioni *SWIFT* con continuità per individuare e cancellare i dati non necessari nella lotta contro il terrorismo. c) Gli impegni impongono obblighi rigidi per la conservazione dei dati: i dati dormienti (cioè quelli richiesti dal Tesoro americano ma non riconosciuti necessari per la lotta contro il terrorismo) non possono essere conservati per più di cinque anni dalla data di ricevimento o, nel caso dei dati ricevuti prima della pubblicazione delle 'representations', per più di cinque anni da quella data. Il che vuol dire che gli Stati Uniti continueranno ad avere libero accesso a tutti i dati del consorzio SWIFT e che “si impegnano” a gestirli onestamente; dall’altro lato la UE ha un “potere di controllo” assolutamente pleonastico sulla cancellazione, dopo 5 anni, di dati che potrebbero già essere stati copiati, usati e distribuiti. Che la faccenda sia intimamente molto illegale lo testimonia lo stesso Frattini, ove dice: “Gli impegni rappresentano uno dei tre elementi fondamentali per risolvere il problema della violazione della legge europea sulla protezione dei dati dovuta al trasferimento di dati SWIFT negli Stati Uniti”. La legge Europea sulla protezione dei dati è stata e continuerà quindi ad essere violata dal governo americano e nessuno ci può fare nulla. Impotenti sono i singoli spiati, impotenti le banche, impotente l’Unione Europea.

Fonte: businessonline.it e altrenotizie.org 

 
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