La finanziaria 2008 prevede una semplificazione in materia di indeducibilità degli interessi passivi. La nuova normativa prevede l'eliminazione della "Thin cap" e della "pro rata", misure che puntavano a penalizzare le imprese sottocapitalizzate a favore di un ampliamento della base imponibile.
Di fatto è prevista una riduzione dell'Ires al 27,5% a favore, però, di un ampliemento della base imponibile causata dalla indeducibilità degli oneri finanziari oltre la soglia pari al 30% del MOL (Margine Operativo Lordo).
Saranno, quindi, penalizzate le imprese Capital Intensive e ad elevato utilizzo della leva finanziaria. Saranno penalizzate, inoltre, le imprese che, a causa dei parametri di basilea 2 hanno un costo di indebitamento elevato.
Le aziende, quindi, sono chiamate a fare grande attenzione alle formule tecniche di finanziamento. Al costo dell'indebitamento ed ai parametri di Basilea 2.
Il governo, quindi abbandona l'idea di intervenire sulla struttura patrimoniale e finanziaria delle aziende, con lo scopo di "portarle a basilea 2" e tende sempre più ad un maggior gettito fiscale. La misura, inoltre, è da leggere in modo preoccupante alla luce di un progressivo aumento dei tassi di interesse.
Ricordiamo che la riduzione del costo del denaro è una delle principali leve di sviluppo. L'approccio, quindi, è sicuramente poco protezionistico per un sistema economico di PMI che soffre la capacità di accesso al credito ed il costo del denaro.
La indeducibilità degli oneri finanziari è, a maggior ragione una misura con la quale dovranno fare i conti le banche, le imprese ed i consulenti.



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