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Finanziaria 2008
La finanziaria 2008 e le zfu ( zone franche urbane )
Tecnica
Mercoledì 28 Novembre 2007 11:56
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Nel ddl finanziaria 2008, il governo ha proposto la creazione delle Zone franche urbane (Zfu). La finalità di questo strumento è quello di “contrastare fenomeni di esclusione sociale negli spazi urbani e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri delle città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. Secondo il disegno di legge, le Zfu possono essere istituite in tutto il territorio nazionale, in porzioni di aree urbane con non più di 30mila abitanti. L’intervento si concretizza in una serie di sgravi fiscali e agevolazioni per le piccole e micro-imprese che hanno, o iniziano, la propria attività nelle Zfu. L’esenzione è totale per i primi cinque anni e comprende le imposte sui redditi, l’Irap, l’Ici sugli immobili commerciali e l’esenzione dal versamento sui contributi da lavoro dipendente. Dopo questo periodo iniziale, vi sono altri quattro anni di esenzione parziale, per garantire un ritorno graduale alla fiscalità regolare.

L’esperienza francese ha rappresentato un esempio per il governo italiano, in Francia, le “Zones Franches Urbaine” sono ottantacinque, di cui quarantaquattro partite nel 1997 e quarantuno attivate nel 2003. L’aver riprodotto lo schema francese con questa unica finalità può presentare, però, due difficoltà. In primo luogo, non è detto che un programma che funziona nelle periferie parigine funzioni pure in quelle napoletane o palermitane. E per la verità, poco si sa se le Zfu francesi funzionino o meno: non esistono, infatti, allo stato attuale, valutazioni consolidate dei loro effetti. Politiche simili alle Zfu sono state tuttavia adottate anche in altri paesi. Per alcune, fortunatamente, sono state compiute analisi di valutazione. Già da alcuni decenni esistono le “Enterprise Zones” (Ez) statunitensi che, come per le nasciture Zfu, prevedono un meccanismo di incentivazione basato su sgravi fiscali per la localizzazione di attività produttive.Va detto che l’evidenza empirica finora disponibile per le Ez non è particolarmente incoraggiante. Gli studi più autorevoli dimostrano che l’impatto delle incentivazioni sulla crescita dell’occupazione è stato praticamente nullo. Due sono le difficoltà principali. In primo luogo, poiché gli sgravi fiscali sono diretti solo ad alcune categorie di imprese, l’aumento dell’occupazione delle imprese agevolate viene per lo più controbilanciata dalla riduzione di quelle non agevolate. In secondo luogo, più che favorire nuova occupazione, gli sgravi fiscali incentivano lo spostamento delle attività produttive dalle zone limitrofe non incentivate alle Ez.

 

 

 

 

 

Fonti: lavoce.info e businessonline.it 

 
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