L’esperienza francese ha rappresentato un esempio per il governo italiano, in Francia, le “Zones Franches Urbaine” sono ottantacinque, di cui quarantaquattro partite nel 1997 e quarantuno attivate nel 2003. L’aver riprodotto lo schema francese con questa unica finalità può presentare, però, due difficoltà. In primo luogo, non è detto che un programma che funziona nelle periferie parigine funzioni pure in quelle napoletane o palermitane. E per la verità, poco si sa se le Zfu francesi funzionino o meno: non esistono, infatti, allo stato attuale, valutazioni consolidate dei loro effetti. Politiche simili alle Zfu sono state tuttavia adottate anche in altri paesi. Per alcune, fortunatamente, sono state compiute analisi di valutazione. Già da alcuni decenni esistono le “Enterprise Zones” (Ez) statunitensi che, come per le nasciture Zfu, prevedono un meccanismo di incentivazione basato su sgravi fiscali per la localizzazione di attività produttive.Va detto che l’evidenza empirica finora disponibile per le Ez non è particolarmente incoraggiante. Gli studi più autorevoli dimostrano che l’impatto delle incentivazioni sulla crescita dell’occupazione è stato praticamente nullo. Due sono le difficoltà principali. In primo luogo, poiché gli sgravi fiscali sono diretti solo ad alcune categorie di imprese, l’aumento dell’occupazione delle imprese agevolate viene per lo più controbilanciata dalla riduzione di quelle non agevolate. In secondo luogo, più che favorire nuova occupazione, gli sgravi fiscali incentivano lo spostamento delle attività produttive dalle zone limitrofe non incentivate alle Ez.
Fonti: lavoce.info e businessonline.it



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