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Approfondimenti su Basilea 2
Moratoria su Basilea II: esigenza delle Pmi per fronteggiare il credit crunch
Basilea 2
Mercoledì 08 Aprile 2009 16:04
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In molti, nel mondo delle Pmi, ritengono che occorrerebbe modificare i sistemi di rating utilizzati dalle banche per valutare il merito creditizio nelle imprese, per esempio, con l’introduzione di un indicatore della qualità dell’impresa che si basi su due fattori: imprenditoriale e di capacità progettuale.

Si tratterebbe, in definitiva, di richiedere una moratoria sui criteri di “Basilea 2”.

Ma è un progetto davvero realizzabile? Quali sarebbero i vantaggi e le eventuali ripercussioni?

L'accordo istitutivo stabilisce che le banche classifichino i propri clienti in base alla loro rischiosità, attraverso procedure di rating sempre più sofisticate. Il grido di allarme è che l'applicazione rigida dell'accordo si sia tradotto in minor credito alle imprese più rischiose e a tassi e spread più elevati, in particolare le Pmi.

Legare con maggiore aderenza il fabbisogno di capitale al rischio sottostante a un finanziamento o a un investimento implica inevitabilmente che il prezzo di quel finanziamento o di quell’investimento divengano maggiormente sensibili al rischio implicitamente contenuto. Con le nuove disposizioni pertanto il legame fra rating interno e pricing sarebbe dovuto essere più solido, più strutturato e più trasparente inducendo, però, un effetto di carattere restrittivo nei confronti delle imprese, e in particolare delle Pmi in quanto i percettori di minore qualità creditizia (tipicamente le piccole e medie imprese) infatti vedono peggiorare le condizioni loro praticate con un effetto di compressione della loro capacità di indebitamento e di revisione delle opportunità di indebitamento.

In pratica, secondo una larga parte degli osservatori, le banche ridurrebbero il credito destinato alle Pmi per aumentare al contempo i tassi di interesse ed i loro spread. Ora, visto che qualcosa nello scenario della congiuntura internazionale è cambiato con le turbolenze in atto, il rischio è quello di un'eccessiva prudenza da parte delle banche e un conseguente rallentamento delle aziende, costrette a rimandare i piani di investimento per mancanza di liquidità. Basilea II e l’attuale tempesta finanziaria non aiutano certo e oggi il sistema bancario ha più difficoltà a sostenere l'impresa: sono stati alzati i tassi di interesse e spread, allungati i tempi di istruttoria delle pratiche e aumentate le richieste di garanzia da parte delle banche anche attraverso, laddove possibile, l’utilizzo del Fondo di Garanzia Legge 662/96.

Il quadro è molto complicato e il sistema bancario ha una sempre minore capacità di assunzione del rischio. Inoltre le regole di merito per poter accedere all'agognato fido di breve termine (cassa, smobilizzo di creditorie in generale) stabilite dal sistema bancario e non solo quello italiano, sono rigide. Queste regole sono declinate da un regolamento di rating, di valutazione e di voto dettato dalle norme accettate dal mondo finanziario con Basilea II. Il risultato è quindi quello di avere regole severe, rigide, codificate che impongono ed assecondano esclusivamente il puro "miglioramento" dei dati di bilancio anno dopo anno, la regolarità dell'utilizzo dei fidi già in disponibilità e il mantenimento del patrimonio rispondente da parte delle aziende.

E’ un po’ come un circolo virtuoso senza soluzione di continuità. Siccome non si è letto da nessuna parte che tali regole siano state variate, e dunque alleggerite, sarà interessante vedere come - sempre sulle basi di Basilea II - si potranno concedere le linee di credito, visto che sarà difficile che esistano società che abbiano chiuso il 2008 meglio del 2007. Se la crisi sarà anche una “opportunità” allora va colta inducendo tutti gli attori nazionali a partecipare senza ulteriori indugi al processo di riforma.

Non vince solo chi critica!

 
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