Firmato dal Ministro Tremonti il decreto che dà vita alla nuova Export-banca ovvero un sistema integrato, Sace-Cdp per sostenere il processo di internazionalizzazione delle Pmi italiane e favorire il miglioramento delle condizione di credito all'esportazione.
Il decreto suddiviso in tre articoli autorizza e disciplina il funzionamento dell'Export banca, il sistema integrato Sace-Cdp (Cassa depositi e prestiti) - la prima in veste di garante, la seconda in qualità di finanziatore tramite il risparmio postale - a supporto dell'esportazione.
L'obiettivo è duplice: in primo luogo sostenere l'internazionalizzazione delle imprese italiane; in secondo luogo migliorare le condizioni del credito all'esportazione, calmierando i tassi. Il provvedimento in realtà non istituisce una nuova Export banca ma crea un sistema, articolato in tre diverse modalità di finanziamento per l'esportazione, tutte caratterizzate da un credito garantito dalla Sace ed erogato a condizioni di mercato particolarmente favorevoli. Una formula questa "copiata" a Francia e Germania che evita di sconfinare nell'ambito degli aiuti di stato.
La garanzia della Sace, come stabilito nell'articolo n.1 del decreto, permetterà alla Cdp di fornire la provvista alle banche per il credito all'esportazione e l'internazionalizzazione delle imprese,attingendo al risparmio postale. La copertura del colosso dell'export credit, stando a fonti bene informate, dovrebbe risultare alla fine al 100 per cento.
L'articolo n.2 fissa il tasso d'interesse massimo, fissando un paletto importante, al fine di calmierare il tasso d'interesse del credito all'esportazione.Infatti nel contratto tra Cdp e banca andrà indicato il livello massimo del margine (incluse le commissioni) che la banca intende sommare al costo di raccolta per definire le condizioni finali per il cliente. In sostanza, il meccanismo dell'export banca blinda il vantaggio finanziario dell'intera operazione, che deve riversarsi sul cliente finale ovvero sull'esportatore. Il margine in questione, che corrisponde allo spread applicato dalla banca in funzione principalmente al rischio di credito (la capacità del debitore di rimborsare il debito), dovrebbe essere relativamente basso in quanto la garanzia della Sace corrisponde al rischio-stato: ma è oggetto di trattativa, per tener conto degli oneri bancari su piazze estere.
L'articolo n.3 descrive invece l'alternativa, per operazioni superiori ai 25 milioni di euro, nel caso in cui le banche dovessero rinunciare all'export banca: un finanziamento indiretto che prevede l'erogazione del finanziamento alla Sace che provvederà poi a trasferirlo all'impresa.
Il provvedimento, dopo la registrazione della Corte dei Conti e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, spianerà la strada per l
a stipula di una convenzione tra i principali attori e le banche, forse tramite Associazione bancaria italiana (ABI). Non è esclusa la creazione di un plafond ad hoc: questo strumento ha un enorme potenziale, stimato dagli addetti ai lavori attorno ai 10 miliardi.


Twitter
UpNews
Googlize this
SegnaloItalia
Facebook
Diggita
Notizieflash
OKnotizie
Segnalo
Ziczac