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Pacchetto Anticrisi
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Mercoledì 10 Febbraio 2010 16:54 |
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Firmato dal Ministro Tremonti il decreto che dà vita alla nuova Export-banca ovvero un sistema integrato, Sace-Cdp per sostenere il processo di internazionalizzazione delle Pmi italiane e favorire il miglioramento delle condizione di credito all'esportazione.
Il decreto suddiviso in tre articoli autorizza e disciplina il funzionamento dell'Export banca, il sistema integrato Sace-Cdp (Cassa depositi e prestiti) - la prima in veste di garante, la seconda in qualità di finanziatore tramite il risparmio postale - a supporto dell'esportazione.
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Pacchetto Anticrisi
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Mercoledì 20 Gennaio 2010 13:10 |
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Il neo costituito Fondo italiano di investimento per le piccole e medie imprese è uno strumento destinato a finanziare le circa 15 mila aziende che hanno un fatturato compreso tra i 10 e i 100 milioni di euro e che vogliono rafforzare il loro patrimonio o aggregarsi ad altre peraccrescere la quota di mercato.
A dare il via all' iniziativa sono state tre grandi banche - Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps - che parteciperanno al capitale del Fondo assieme alla Cassa depositi e prestiti e ad altre banche, eventualmente disponibili a partecipare all' operazione. Si tratta di un fondo di private equity del Tesoro dedicato alle piccole e medie imprese, nel quale è previsto un primo closing di un miliardo tondo, messo nel fondo dalle tre banche, dal Tesoro e dalla Cassa depositi e prestiti, che dopo aver superato alcuni problemi di ordine giuridico darà il suo apporto.
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Pacchetto Anticrisi
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Lunedì 18 Gennaio 2010 17:31 |
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Vengono resi disponibili i risultati del secondo monitoraggio sull'applicazione dell'Avviso comune sulla sospensione dei debiti delle Piccole e Medie Imprese.
L'Avviso è stato sottoscritto dal Ministro dell'economia e delle finanze, l'Associazione Bancaria Italiana e i rappresentanti delle imprese di tutti i settori economici. Secondo un comunicato stampa del MEF (Ministero della Economia e delle Finanze) le domande di sospensione pervenute al 30 novembre 2009 sono state circa 84 mila.
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Pacchetto Anticrisi
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Venerdì 30 Ottobre 2009 11:46 |
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Quando oramai si sente dire che la ripresa è lentamente iniziata sorgono sempre più interrogativi su quelle che saranno invece le ripercussioni della crisi nel medio-lungo termine. Forse il peggio della stretta creditizia per le piccole e medie imprese italiane potrebbe arrivare proprio ora che l'economia reale sta cominciando a riprendersi. Vediamo di capirne il perché.
Nei mesi passati, la crisi finanziaria e l'allungamento nei tempi dei pagamenti hanno coinciso con il crollo della produzione, e quindi con una minor domanda di credito per finanziare il capitale circolante. Ma cosa succederà con la ripresa?. E’ facile pensare che salirà anche la domanda di credito delle imprese, ma le banche, poco capitalizzate e timorose di incappare in ulteriori perdite sui crediti, ridurranno ancor più il flusso di credito alle Pmi. Come evitare quindi che la mancanza di credito bancario possa strozzare le imprese e rallentare l'uscita dalla crisi?.
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Pacchetto Anticrisi
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Venerdì 09 Ottobre 2009 15:18 |
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I Tremonti-bond - le obbligazioni speciali studiate dal Ministero dell'Economia ,che possono essere emesse dalle banche e sottoscritte dal Tesoro per poi essere ,all'occorrenza convertite, in azioni - stanno rivelandosi un vero e proprio insuccesso. La decisione dei due maggiori gruppi creditizi italiani, UniCredit e Intesa Sanpaolo, di rinunciare a questo strumento segna nei fatti il fallimento dell'operazione. Il perché è presto detto: i Tremonti-bond sono vantaggiosi per lo Stato che li sottoscrive e onerosi per l'emittente, il quale è obbligato a remunerarli a tassi elevati e crescenti nel tempo.
Nel decreto legge che li istituisce infatti il rendimento è indicato solo per il 2009 nel 7,5% del valore nominale dell'obbligazione; valore che deve essere incrementato dello 0,25% l'anno per i quattro esercizi successivi. L'interesse da corrispondere allo Stato sale, dunque, nel 2013 all'8,50 per cento. E dopo questa data aumenta di un altro 0,25% ogni due anni, salendo al 9% nel 2016 e al 9,50% nel 2018, per stabilizzarsi a 15% a partire dal 2039. Nello stesso decreto sono indicati metodi alternativi per il calcolo dell'interesse. Ma il risultato è pressocché identico. Comunque la si valuti, la remunerazione resta elevata. Con i tassi di interesse vicini a zero, a guadagnarci è sempre e comunque lo Stato.
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