D. (MPS Merchant) Si presenta il caso di un’azienda esercente, in Campania, attività di macellazione e lavorazione di carni bovine e suine codice ISTAT 15.11.1 “produzione di carne fresca non di volatili, refrigerata, in carcasse”. In virtù dell’investimento proposto questa intende attivare, sia per quanto riguarda le carni suine, sia per quanto riguarda le carni bovine, seconde e terze lavorazioni mantenendo invariata l’attività di macellazione; l’investimento riguarderebbe quindi la lavorazione delle carni (carcasse) in tagli scelti e confezionati pronti per la G.D.O., nonché la produzione di insaccati freschi (salsicce). Il P.O.R. Campania considera, a livello di condizioni generali di ammissibilità, esclusivamente gli investimenti “non finalizzati all’aumento del potenziale di trasformazione”, da intendersi, ai fini della legge 488, a livello di singola impresa. Nella fattispecie l’investimento non determina direttamente un incremento della capacità produttiva e, conseguentemente dei volumi di carne macellata e lavorata, bensì amplia il processo produttivo (ampliamento verticale) inserendo alcune lavorazioni in precedenza non svolte. Si ritiene che tale programma non configuri un incremento del “potenziale di trasformazione”. (38 – 20/02/03) (settori, alimentare, produzione di carne bovina, suina e ovicaprina – POR Campania)
R. Si concorda con l’interpretazione della banca concessionaria. Si ritiene, infatti, che l’aggiunta di seconde, terze o quarte lavorazioni a valle di un preesistente impianto di macellazione - senza incrementare la capacità produttiva di quest’ultimo - preordinate all’esclusivo utilizzo delle carni macellate in detto impianto, non configuri l’ipotesi di incremento del potenziale di trasformazione.



Twitter
UpNews
Googlize this
SegnaloItalia
Facebook
Diggita
Notizieflash
OKnotizie
Segnalo
Ziczac