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Tecnica
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Lunedì 07 Settembre 2009 00:00 |
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Il lease back (anche sale and lease-back) è una particolare forma di finanziamento per Pmi che consiste in un contratto di vendita di un bene stipulato tra il soggetto che lo possiede e l'istituzione finanziaria che contestualmente lo assegna in locazione finanziaria (o leasing finanziario) al cedente; il cedente pertanto si trasforma da proprietario del bene ad utilizzatore.
Come in tutti i contratti di leasing, anche nel contratto di lease-back l'utilizzatore ha la possibilità di riscattare il bene al termine del contratto di locazione (diritto d’opzione di acquisto).Possono essere oggetto di cessione sia beni materiali che immateriali, anche se per questi ultimi esistono vincoli legislativi circa la durata minima del leasing.
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Tecnica
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Martedì 18 Novembre 2008 22:30 |
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Il 2008 è un anno che ricorderemo per parecchio tempo. La crisi finanziaria internazionale ci ha fatto comprendere che l'economia reale, quella affidata alle fabbriche che producono cose, ha margini di crescità più lenti ma stabili e sicuri nel tempo.
Le PMI stanno subendo, in questa fase, un atteggiamento degli istituti di credito particolarmente difensivo. Tre gli elementi critici:
- la paura rispetto all'incognita di una crisi profonda dell'economia;
- l'attesa di misure di politica economica da parte dei governi centrali;
- la mancanza di liquidità delle banche.
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Tecnica
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Venerdì 14 Novembre 2008 12:09 |
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Lentamente sembra armonizzarsi la situazione del credito interbancario.
La stessa cosa però non avviene per quel che riguarda il sistema produttivo a causa della stretta praticata dalle banche, sia per costi dell’erogazione sia per le disponibilità, come tra l’altro evidenziato dalle indagini di Bce e Fed. Gli effetti della bolla del credito ci sono ancora e non sono facili da debellare, ecco quindi che nelle istituzioni creditizia circola un antidoto: deliveraging: riduzione di debiti e corrispondenti attività.
In questa situazione l’eccesso debitorio è delle famiglie ma anche delle imprese a causa della febbre da acquisizioni appena passata. Pare che non ci sia un eccesso di debiti delle imprese da smaltire, per fortuna, poiché il deliveraging di questa situazione sarebbe a dir poco catastrofico.
Per evitare questo si rilancia la domanda interna di sostegno al credito d’impresa. Ovviamente è più facile dirlo che farlo per questo ci si aspetta che il governo si dimostri capace di compiere scelte strategiche che si proiettino su chi è veramente meritevole di sostegno. Per le banche è l’ora delle verità, è l’ora di dotarsi di una raccolta al dettaglio stabile, a buon mercato, fatta di depositi e obbligazioni semplici e trasparenti.
Preoccupa il modo con cui tanti operatori cambiano il proprio modello di business; intermediari che si trasformano in banche e banche che si trasformano in intermediari. Sicuramente ci sarà chi avrà successo ma molti avranno risultati deludenti poiché la rete distributiva risulta essere il costo fisso fondamentale e il principale punto di forza degli incubemnt. Se in altri momenti si sarebbe potuto leggere come fisiologia del mercato, oggi ci si aspetta una ponderazioni degli effetti generali, in particolare sulle disponibilità di fondi per il sistema produttivo. |
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Tecnica
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Venerdì 03 Ottobre 2008 16:23 |
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Negli ultimi anni si sono affermati sempre più sul mercato delle Pmi i c.d contratti di copertura del rischio di tasso o interest rate swap (IRS). Si tratta di strumenti a disposizione delle imprese per coprire il rischio derivante dall’oscillazione dei tassi di interesse e difendersi dagli eventuali rialzi dei saggi derivanti dalla politica monetaria restrittiva degli istituti centrali (Bce, Fed).
In pratica, tali tipologie di contratti future sono del tutto assimilabili ad una scommessa matematica dove le parti, impresa e banca, stabiliscono i termini dell’azzardo facendo leva sulle rispettive aspettative delle curve dei tassi di interesse.
Di fatti con gli IRS, la banca si impegna a pagare periodicamente all’impresa un parametro a tasso variabile e come contropartita l’impresa si impegna invece a corrispondere, con la stessa periodicità, un tasso fisso preconcordato . E’ da notare tuttavia come sempre più spesso nella Centrale rischi e nei bilanci delle Pmi non è difficile individuare degli swap che non sempre hanno assolto al meglio alla loro funzione di copertura di eventuali finanziamenti accesi presso istituti di credito.
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Tecnica
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Martedì 16 Ottobre 2007 10:29 |
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La Centrale Rischi è un sistema informativo, gestito dalla Banca d’Italia, che accentra le informazioni sugli affidamenti concessi da ciascun intermediario ai singoli clienti (impresa o privato ) per la successiva restituzione agli intermediari stessi dell’indebitamento globale dei rispettivi clienti verso il sistema bancario e parabancario . Lo scopo della Centrale Rischi è fornire al sistema bancario una fotografia aggiornata e attendibile dell’esposizione debitoria complessiva di una singola impresa: la Centrale Rischi se analizzata attentamente, consente una corretta valutazione della solvibilità del cliente impresa ed agevola la concessione del credito.
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