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Approfondimenti su Basilea 2
La nuova finanza di impresa con Basilea 2
Basilea 2
Martedì 23 Settembre 2008 06:26
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Le ragole di Basilea 2 hanno dato un ruolo chiave alla finanza di impresa, modificando l'approccio che le imprese devono avere e il peso nelle decisioni aziendali strategiche e operative. I meccanismi di valutazione delle banche sono diventati oggettivi e basati su dati ufficiali e su principi di comunicazione al sistema delle dinamiche aziendali.

Il "peso" della finanza è diventato maggiore anche per effetto dell'incremento dei tassi applicati dalla BCE, per l'aumento dell'euribor (a 3 mesi ha superato il 5%) per gli spread applicati dalle banche. Finanziarsi è diventato più complesso e inevitabilmente più costoso. Nel 2005 le linee a breve autoliquidanti, ad esempio, avevano un pricing che difficilmente superava il 5%. Oggi ll'11-12%!

Questo effetto ovviamente non è contrastante in modo radicale, dipende dall'economia mondiale e dalle politiche finanziarie delle banche centrali, tuttavia una maggiore efficienza mitiga gli effetti e migliora la competitività dell'azienda soprattutto nei confronti di un sistema di imprese che ancora non comprende bene le modifiche strutturali intervenute.

Cosa fare?

Un paio di settimane fa ho scritto un articolo su blog.afcteam.it: "La finanza di impresa in 10 mosse". Una sorta di vademecum con le cose da fare per intervenire in modo rapido. L'articolo ha avuto un ottimo riscontro e ho pensato di riportare su Fondodigaranzia.it i punti salienti.

  1. Conoscere i rating di basilea 2. Ogni banca calcola il rating in maniera differente. Conoscere il rating, quindi la valutazione che la banca fa dell'azienda, è il punto di partenza. Comprendere le modifiche della classe di rating nel tempo e se le eventuali variazioni sono da addurre a dati di bilancio o all'andamentale verso il sistema;
  2. Monitorare la Centrale dei rischi. Un altro punto di partenza è la centrale rischi della banca di Italia. In un sistema complesso sempre più spesso ci sono "errate segnalazioni" o anomalie. In questi casi è possibile intervenire con scritture in rettifica;
  3. Verificare gli equilibri di bilancio. Il corretto livello di capitalizzazione e il rapporto della debitoria di breve e medio lungo termine. Nella sostanza occorre guardare il passivo dello Stato Patrimoniale e la loro rispondenza rispetto all'attivo. Le immobilizzazioni devono essere "coperte" dalle fonti finanziarie di lungo termine e dai mezzi propri;
  4. Considerare il rischio di impresa. Occorre prevedere e mitigare gli elementi che caratterizzano il rischio: la monocommittenza, l'elevata rischiosita dei crediti, l'esposizione debitoria non autoliquidante, i rischi di settore legati a variazioni valutarie, etc. Eliminare tutti i rischi è impossibile (non sarebbe un'azienda) mitigarli invece è necessario;
  5. Ipotizzare, sempre, ristrutturazioni del debito. La ristrutturazione del debito è una azione che comporta, inevitabilmente il contenimento dei costi finanziari. Il primo passo per la ristrutturazione è l'analisi del reale fabbisogno dell'azienda, il secondo è l'aggiornamento delle condizioni praticata dalle banche sulle linee di credito;
  6. Prevedere e pianificare. Praparare un report delle previsioni di entrate e di uscita è fondamentale. E' tipico l'errore di molte imprese che non adeguano gli affidamenti autoliquidanti al crescere del fatturato. Questo è un difetto di pianificazione che può essere pagato molto caro. Pianificare le operazioni straordinarie di tipo commerciale o gli investimenti è fondamentale. In molti i casi, la pianificazione deve essere una più complessa progettazione di impresa.
  7. Comunicare in modo corretto con il sistema bancario. Ho ripetuto più volte la necessità di dialogare con le banche. Per le banche, ovviamente, non conoscere equivale a incognita, l'incognita è un rischio. Comunicare, quindi tutto, strategie, necessità, progetti e obiettivi.
  8. Conoscere gli strumenti di finanziamento e di garanzia. Molti imprenditori ignorano l'esistenza di strumenti finanziari. In tentissimi casi mi chiedono cosa è il fondo di garanzia, il factoring pro soluto, i finanziamenti di acquisto scorte, i consolidamenti. Oggi si sta comprendendo Basilea 2 o meglio le sue conseguenze. Ricercare e conoscere, diffidando dagli strumenti fantascientivici o rischiosi (soprattutto i derivati).
  9. Utilizzare più istituti di credito e metterli in concorrenza. Si può lavorare bene con una banca perchè c'è un direttore che gradisce la Nostra tipologia di attività, la conosce e quindi non è diffidente. Se cambia il direttore possiamo però avere problemi. Stesso dicasi per un istituto che attraversa una crisi di liquidità è non è disposto ad assisterci nelle operazioni di investimento. Quindi più banche, magari messe in concorrenza tra loro.
  10. Ricercare il supporto di un consulente finanziario specializzato. Gli oneri finanziari arrivano, in molti casi al 7-8% del fatturato. Importi importanti che non sempre sono gestiti in un modo corretto. Un consulente, magari conosciuto dal sistema bancario, è un supporto indispensabile per traghettare l'impresa nell'era di Basilea 2. In molti casi, il costo del non intervento è molto alto, mi spiego, sulla base della mia esperienza il costo beneficio nell'utilizzo di un consulente finanziario.
 
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