Fare il bilancio del 2009 della operatività del Fondo di Garanzia significa non solo fare un consuntivo di un anno difficile per le Pmi , ma anche valutare un decennio di operatività del Fondo. Dopo un decennio di attività si può davvero affermare che il Fondo di Garanzia (Legge 662/96) si è dimostrato uno strumento di grande impatto, anche considerando che, grazie all'effetto moltiplicatore, esso permette un uso delle risorse pubbliche con rapporto costi/benefici superiore a qualsiasi altra agevolazione e sostegno pubblico.
Gli ultimi dati dell'Osservatorio del Comitato di Gestione a cui si fa riferimento, mettono infatti in evidenza un quadro significativo della distribuzione territoriale dei risultati: il 48% delle operazioni riguarda imprese del Nord e il 38% quelle del Mezzogiorno.A livello settoriale emerge un dato di grande rilievo: l'industria ha registrato un trend di crescita pari al 12% con la quota più elevata di operazioni garantite (43,6%), superando di fatti il commercio (43,3%).
La vena dinamica pertanto con la quale il Fondo di Garanzia si è presentato negli ultimi mesi dell’anno appena trascorso , costituisce una premessa di enorme rilievo per il 2010: le imprese potranno, infatti, contare su uno strumento solido al loro fianco nella delicata fase di ripresa economica intrapresa dal nostro Paese.
Per rafforzare ancor più il ruolo giocato in questa partita, le autorità di Governo, di concerto con le associazioni di categoria, (vedi Confindustria,Confcommercio,Confartigianato etc.) stanno intraprendendo una nuova strada che è quella di rafforzare il dialogo con le Regioni per creare un “network” di alleanze tra Governo e territori. Il Paese e le sue imprese avranno a disposizione, così, un “sistema della garanzia creditizia' sempre più armonizzato e, dunque, di efficace supporto.
L’intento è quello di creare una rete di informazione sul Fondo di Garanzia perché si vuole che le imprese lo riconoscano come lo strumento di cui poter sfruttare tutte le potenzialità in un'ottica di nuovi investimenti e di sviluppo e che abbiano la consapevolezza necessaria per affrontare in maniera ferma il rapporto con il sistema bancario.
In tal modo nel 2010 il Fondo continuerà ad affiancare le imprese, puntando su un'ingegneria finanziaria che va dal nazionale al regionale secondo le previsioni del Ministero dello Sviluppo Economico.



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