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Legge 662 - FdG
Riforma sistemi aiuti alle imprese: al via un Fondo Unico per gli incentivi alle imprese
Fondo di Garanzia
Martedì 09 Marzo 2010 12:21
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Riforma sistema aiuti alle imprese: al via un Fondo Unico per gli incentivi alle imprese

È pronta la riforma del sistema degli aiuti alle imprese. Nella bozza del decreto e prevista la creazione di un Fondo unico per gli incentivi alle imprese in cui confluirebbero tutte le risorse che sono attualmente impiegate per la maggior parte di interventi gestiti dal ministero dello Sviluppo economico. La riforma del sistema, che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2011, punta a ridurre il numero di strumenti in circolazione e a finalizzare gli interventi del Fondo Unico su quattro obiettivi che sono:

sviluppo del territorio;

promozione delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione;

reindustrializzazione delle aree di crisi;

innovazione e sviluppo delle piccole e medie imprese.

I regimi di aiuto a disposizione previsti dalla riforma per poter raggiungere tali obiettivi sono:

- aiuti di stato a finalità regionale autorizzati dalla Ue;

- aiuti alle attività di ricerca e innovazione; aiuti agli investimenti delle pmi;

- garanzie e partecipazione al capitale di rischio;

- aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

In sostanza dunque il riordino del sistema degli incentivi alle pmi, al vaglio delle Autorità competenti, ha come logica di fondo la soppressione degli attuali strumenti a favore della creazione di un Fondo unico in cui iscrivere tutte le somme destinate in bilancio alle agevolazioni di competenza del ministero. Risorse che confluirebbero nell'attuale Fondo rotativo per l'innovazione ribattezzato "Fondo rotativo per la competitività e lo sviluppo".

L'esperienza degli aiuti alle imprese a cominciare da quelli per il Mezzogiorno,è stata contrassegnata negli anni scorsi dall'ex legge 488, ormai in estinzione, e da un evidente eccesso di frammentazione. Di qui l'esigenza, emersa anche dopo una serie di incontri con le parti sociali, di razionalizzare il sistema senza però rompere i delicati equilibri tra gli aiuti centrali e quelli erogati a livello regionale. A tal proposito la bozza del decreto prevede la creazione di una sede stabile di concertazione tra ministero dello Sviluppo e rappresentanti delle regioni.

Gli strumenti

Tra le novità principali, il decreto fisserà l'utilizzo prioritario e generalizzato di meccanismi automatici di aiuto, con particolare riferimento a bonus fiscali e crediti d'imposta, per la promozione degli investimenti delle imprese di minore dimensione e di quelli di contenuta entità finanziaria. In pratica si va verso un doppio binario che prevede una procedura automatica nel caso di investimenti non superiori a 1 milione di euro, ed invece procedura valutativa o negoziale negli altri casi. Il decreto stabilisce inoltre nel dettaglio i requisiti dei soggetti beneficiari, i programmi, le spesse ammissibili e le agevolazioni concedibili. C'è spazio per il Fondo centrale di garanzia, legge 662/96, per la partecipazione pubblica a fondi di investimento di private equity che assumono partecipazioni nel capitale di rischio delle pmi, e per garanzie su finanziamenti per il salvataggio e la ristrutturazione delle pmi in difficoltà.

Procedure e controlli

La bozza fissa i termini delle procedere: 30 giorni per la procedura automatica sia per gli accertamenti sia per l'erogazione. Quattro mesi per concedere le agevolazioni con procedura valutativa e negoziale. I controlli sui programmi di investimento ammessi sarebbero effettuati da un nucleo speciale della Guardia di Finanza presso il ministero, mentre Ipi e Invitalia, enti in house dello Sviluppo economico, sarebbero coinvolti per la progettazione degli interventi, la predisposizione e la gestione operativa dei bandi.

 
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